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Dipartimento Chirurgico
ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA

Contatti

0321.373 3245 – 461

0321.373 3 082

ortotra.dir@maggioreosp.novara.it

ortotra.cpse@maggioreosp.novara.it

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Sede – Novara, corso Mazzini 18

Ubicazione struttura e ambulatori:  padiglione D – piano rialzato >>

Direttore

Professor Federico Alberto GRASSI

Medici:
Riccardo ALBERIO, Emilio ANTENUCCI, Stefano BOCCARDI, Camillo BUCCHERI , Antonio DE CONSOLI, Michele DE MARTINO, Paolo FORNARA, Davide GAMBERONI, Massimiliano LEIGHEB, Francesca Denise LIVIETTI, Diego MONZEGLIO, Ercole PELIZZONE, Fabrizio TRINCAS

Prenota chiamando

800227717

Prenotazione »

 

Orario visite degenti

12,30 – 14,30

18,30 – 20,30

 

Orario colloquio medici

La divisione di Ortopedia e Traumatologia nasce all’ interno dell’ospedale Maggiore della Carità e delle Opere Pie Riunite di Novara negli anni Cinquanta , guadagnando subito rilevanza nazionale grazie all’attività svolta dal professor Antonio Bianchi Maiocchi, une dei pionieri della traumatologia moderna.
Il suo successore, professor Franco Ghisellini, ha mantenuto i livelli d’eccellenza del reparto soprattutto grazie allo sviluppo della chirurgia protesica articolare dell’anca e del ginocchio, che iniziava a diffondersi in Italia negli anni Ottanta.
Oggi la tradizione di trattamento di alto livello delle patologie traumatologiche e ortopediche prosegue, in particolar modo, con lo sviluppo in particolare della chirurgia protesica.
Le attività maggiormente qualificanti della struttura di Ortopedia e Traumatologia sono le seguenti:
– chirurgia protesica di primo impianto e di revisione (anca, ginocchio, spalla, gomito)
– traumatologia complessa
– chirurgia della spalla
– chirurgia della mano
– chirurgia del piede
– chirurgia artroscopica (ginocchio, caviglia, spalla, gomito, polso).

L’attività è rivolta a fornire i servizi diagnostici e terapeutici per tutte le patologie dell’apparato locomotore, con la sola eccezione della chirurgia del rachide e della microchirurgia.
Già nella denominazione della struttura sono specificati i due settori nei quali si svolge l’attività del personale medico e infermieristico: l’ortopedia (elezione) e la traumatologia (urgenza).
I pazienti che soffrono di patologie croniche, come l’artrosi, possono accedere ai servizi forniti mediante visite ambulatoriali programmate, mentre i soggetti traumatizzati vengono accettati per le cure ospedaliere presso il D.E.A. aziendale.
L’obiettivo perseguito è di fornire una soluzione quanto più precoce e adeguata possibile per riportare i pazienti alle loro normali attività, garantendo una buona qualità della vita indipendentemente dall’età.
Alcune attività chirurgiche d’eccellenza e la possibilità di un approccio specialistico multidisciplinare per le patologie più complesse rendono questa struttura il principale polo di riferimento ortopedico-traumatologico del Piemonte nordorientale, attraendo pazienti da ogni parte d’Italia.
Vengono ricoverati in degenza ordinaria i pazienti affetti da patologie ortopediche e traumatologiche maggiori, che richiedono un allettamento obbligato e/o prolungato, trattamenti chirurgici complessi ed un’assistenza specialistica post-operatoria.
In numero crescente le patologie ortopediche e traumatologiche vengono trattate con tecniche chirurgiche mini-invasive, utilizzando anestesie loco-regionali; ciò riguarda soprattutto la chirurgia artroscopica di ginocchio, la chirurgia della mano e quella del piede, così come la piccola traumatologia.

ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA DI ALTA SPECIALITA’ PER LE PATOLOGIE DELLA SPALLA
A cura del Professor Federico Grassi
Direttore S.C. di Ortopedia e Traumatologia

La struttura complessa di Ortopedia e traumatologia dell’azienda ospedaliero-universitaria ‘Maggiore della Carità’ si pone all’avanguardia, tra l’altro, per la cura delle patologie che colpiscono la spalla.
Questa articolazione, in cui si affrontano la testa dell’omero e la glena della scapola, è la più mobile di tutto il nostro organismo e conferisce al braccio un’ampia libertà di movimento, consentendo alla mano – organo che più differenzia l’uomo dagli altri animali – di esplorare lo spazio in tutti i piani.
Le malattie a carico della spalla, forse meno invalidanti dal punto di vista funzionale rispetto alle patologie che colpiscono le articolazioni degli arti inferiori, sono motivo di particolare disturbo e di compromissione della qualità della vita per il paziente soprattutto per il dolore, che tende a manifestarsi di notte, quando la sua sopportazione è minore.
Si possono distinguere tre capitoli principali nella patologia della spalla. Innanzitutto abbiamo la traumatologia, un problema sanitario sempre più pressante a causa dell’invecchiamento della popolazione e del conseguente incremento delle fratture da fragilità, causate da traumi a bassa energia (quali banali cadute) e favorite dall’indebolimento dell’osso per effetto dell’osteoporosi.
Le fratture della parte superiore dell’omero sono talvolta un problema terapeutico di difficile soluzione.
Le metodiche di trattamento oggi disponibili risultano molto perfezionate rispetto a pochi anni fa, ma l’incidenza di fallimenti terapeutici non è ancora trascurabile, tanto che queste lesioni vengono anche indicate come le “fratture irrisolte”.
Vi è poi il grande capitolo delle patologie che interessano i tessuti molli della spalla.
Da un lato l’instabilità, meglio nota come lussazione recidivante, che è caratteristica dell’età giovanile e può essere causata da traumi o da un’eccessiva elasticità dei legamenti su base costituzionale; dall’altro le lesioni dei tendini della cuffia dei rotatori, che colpiscono soggetti di età più avanzata quale conseguenza dei grandi carichi di lavoro e degli stress a cui queste strutture sono sottoposte nel corso della vita.
Va precisato che un intervento chirurgico di riparazione della cuffia trova indicazione solo in una percentuale limitata di pazienti e che il riscontro di queste lesioni è da considerarsi quasi fisiologico oltre una certa età: infatti dopo i 75 anni più della metà della popolazione presenta un cedimento più o meno grave di questi tendini, senza che tuttavia siano presenti disturbi significativi a carico della spalla.
Il trattamento chirurgico dell’instabilità e delle lesioni della cuffia dei rotatori si avvale di interventi eseguiti in artroscopia: con questa tecnica è possibile esaminare e riparare le strutture lesionate grazie a strumenti ottici che offrono una visione del campo operatorio su un monitor, senza dover ricorrere ad ampie esposizioni chirurgiche.
Questa bassa invasività dell’intervento si traduce in un minor dolore per il paziente e facilita la riabilitazione postoperatoria, che nella chirurgia della spalla ha un ruolo di primaria importanza per l’esito finale del trattamento.
Terzo capitolo, quello della patologia degenerativa articolare, ovvero l’artrosi.
Nella spalla l’incidenza di artrosi è minore rispetto alle grandi articolazioni degli arti inferiori (anca e ginocchio), in quanto il braccio non è sottoposto al carico corporeo e quindi le superfici articolari scapolo-omerali sono meno esposte a sollecitazioni che possono causare l’usura della cartilagine.
Inoltre l’artrosi di spalla è meglio tollerata rispetto all’artrosi dell’anca o del ginocchio, e questo porta molti pazienti ad aspettare parecchi anni prima di richiedere una soluzione terapeutica, consentendo al processo degenerativo di causare una grave compromissione anatomica e funzionale dell’articolazione.