Dipartimento toraco-cardio-vascolare
CARDIOCHIRURGIA
Strutture semplici: Unità intensiva post-chirurgica

Ubicazione struttura e ambulatori:  padiglione B – secondo piano >>

Direttore

Dottor Ezio MICALIZZI

Medici:
Massimo BERNARDI, Mario COMMODO, Alina GALLO, Marco LANFRANCHI, Rosario PATANE’ , Thomas TOSCANO

Strutture semplici:

Mario VIVIRITO
Responsabile struttura semplice “Unità intensiva post-chirurgica”

Prenota chiamando

800227717

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Orario visite degenti

12,30 – 14,30

18,30 – 20,30

 

Orario colloquio medici

La S.C. di Cardiochirurgia dell’ Azienda Ospedaliero Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara è uno dei centri più importanti della regione ed esercita un ruolo fondamentale nell’ambito della cardiochirurgia regionale.
La Struttura è il “centro di riferimento” per i cardiopatici del quadrante nord-orientale della Regione Piemonte oltre che per quelli provenienti dal resto della regione e dalle regioni limitrofe.
Fondata nel 1987, dalla sua apertura può vantare al proprio attivo oltre 15.000 interventi chirurgici a cuore aperto.
La mission della S.C. di Cardiochirurgia è di garantire un punto di riferimento grazie a tecniche cardiochirurgiche di eccellenza, con utilizzo di nuove metodiche per rendere la chirurgia cardiaca sempre meno invasiva, dedicata ai pazienti affetti da malattie cardiovascolari di tutto il territorio che necessitano di un approccio chirurgico alla loro patologia.

L’INNOVATIVA CARDIO CHIRURGIA MINI-INVASIVA
A cura del dottor Ezio Micalizzi
Direttore S.C. Cardiochirurgia

La chirurgia mini-invasiva rappresenta la linea-guida nell’attività della Struttura complessa a direzione ospedaliera di Cardiochirurgia dell’azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” di Novara. Ormai da diversi anni abbiamo sviluppato queste tecniche, che vengono utilizzate sempre più spesso e che comunque avevamo iniziato ad utilizzare già sul finire degli anni ‘90 per la chirurgia sostitutiva della valvola aortica.
Dalla fine del 2013 abbiamo introdotto per la chirurgia della valvola mitralica, principalmente per la riparazione ma anche per la sostituzione, l’intervento in minitoracotomia laterale destra con tecnica PORT e con la video-assistenza, utilizzando l’Endoclamp per ridurre al minimo l’incisione cutanea.
Per la sostituzione della valvola aortica utilizziamo la ministernotomia interrotta al 3° spazio intercostale. In questo caso l’aorta può essere cannulata centralmente e così anche l’atrio destro.
Alcune volte utilizziamo la cannulazione periferica sia per l’aorta, attraverso l’arteria femorale destra, che l’atrio destro, attraverso la vena femorale destra. Per facilitare l’impianto in ministernotomia da alcuni mesi vengono impiegate anche le protesi biologiche a impianto rapido, cioè che non necessitano dei classici punti di fissaggio all’anello nativo.
Lo scopo di queste metodiche non è solo quello di ridurre la lunghezza delle incisioni chirurgiche per migliorare l’impatto estetico, anche se nelle donne soprattutto quelle più giovani questo aspetto è molto importante. Il vantaggio dell’approccio mininvasivo è soprattutto funzionale.
Nel caso della minitoracotomia laterale lo sterno non viene toccato e nel caso della ministernotomia interrotta al 3° spazio intercostale lo sterno viene aperto solo per un breve tratto.
Questo significa una guarigione più rapida e di conseguenza un recupero più veloce alla vita normale.
E’ importante sottolineare che abbiamo sempre considerato l’orientamento all’innovazione mirato in primo luogo al miglioramento degli esiti clinici.
La chirurgia dell’aorta toracica rappresenta da sempre uno dei punti di forza della nostra struttura, anche in emergenza in caso di dissezione e per la rottura del vaso dopo traumi. Questo è possibile perché la struttura dispone di equipe complete H24.
A questo proposito mi fa piacere ricordare che di recente ho operato un ragazzo poco più che ventenne di sostituzione di tutta l’aorta ascendente.
Si trattava di un paziente che era già stato sottoposto ad un trapianto renale all’età di 8 anni e che era rientrato in dialisi da alcuni mesi per il cedimento del rene trapiantato.
Alcuni mesi dopo questo ragazzo è stato sottoposto con successo ad un nuovo trapianto renale ottenuto da donatore vivente.
Il donatore in questione era il padre del ragazzo che era stato a sua volta operato dal sottoscritto un paio di mesi prima di sostituzione della valvola aortica e di tutta l’aorta ascendente per permettergli di poter donare il rene la figlio in sicurezza.
Questo è stato possibile grazie alla cooperazione con il professor Stratta, Direttore della SCDU Nefrologia e Trapianti e dei suoi collaboratori, in particolare la professoressa Canavese.
Dal 2012 è stato avviato insieme con i colleghi cardiologi il programma TAVI, cioè l’impianto trans-catetere di una protesi biologica in sede aortica.
Il programma procede e attualmente vengono eseguite un paio di procedure ogni mese.
Questo tipo di intervento permette di impiantare una protesi biologica in sede aortica senza dover fermare il cuore e senza utilizzare la circolazione extracorporea.
Attualmente queste metodiche sono riservate a quei pazienti che non possono essere sottoposti all’intervento tradizionale in circolazione extracorporea e sono sottoposte ad un rigido monitoraggio da parte della Regione.