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L'
ATTIVITA'
ATTIVITA'
DIAGNOSTICHE
DIAGNOSTICA
ISTOLOGICA
La diagnostica
istopatologica comprende circa 13000 casi
l' anno, con un incremento di circa il 10% annuo. Tale diagnostica viene
effettuata sia con colorazioni istologiche di routine, sia con metodiche
immunoistochimiche, sia con metodiche molecolari.
L' attività
diagnostica di eccellenza è rappresentata dalle seguenti
metodologie:
-
Tecnica
chirurgica di MOHS e MOHS modificata
Tubingen
-
Linfonodo
sentinella in patologie neoplastiche della mammella e
cutanee
-
Diagnostica
istoenzimatica per malattia di Hirschsprung
.
-
Diagnostica
molecolare per HPV e per Polyoma virus umani in pazienti trapiantati
renali.
LA
TECNICA CHIRURGICA DI MOHS (variante
diretta)
La tecnica
chirurgica di Mohs è un' approccio microtopografico alla dermochirurgia atta a
verificare la radicalizzazione (n.d.r. escissione completa e radicale) di
neoplasie dai limiti poco definibili.
Tale tecnica può
incontrare ragionevole applicazione unicamente su neoformazioni cutanee a basso
grado di metastatizzazione ed è indicata in regioni corporee ove è fondamentale
risparmiare anche il più piccolo quantitativo di tegumento. Per essere
eseguita richiede una stretta e sinergica collaborazione fra il reparto di
Dermochirurgia ed il servizio di Anatomia Patologica in quanto la parte
diagnostica "in tempo reale" dà le eventuali fondamentali indicazioni al
proseguo dell' intervento.
Tecnicamente al
reparto di Anatomia Patologica spetta il compito di analizzare i campioni
cutanei escissi durante l' operazione e celermente
inviategli.
I lembi cutanei
pervenuti in esame devono avere dimensioni e caratteristiche ben determinate
(raggio non superiore ai 2
cm., assenza di calcificazioni o di corpi estranei) e
devono essere accompagnati da un modulo di richiesta adeguatamente compilato recante
indicazioni di tipo topografico (Es: disegno della zona di exeresi con
indicazioni delle chine utilizzate per colorare i margini di
escissione).
I campioni in esame
vengono trattati con una tecnica criogena, simile a quella utilizzata per gli
esami intraoperatori, nella maniera che
segue:
- i distinti lembi
cutanei vengono fissati ed inclusi su dei particolari supporti grazie ad una
particolare resina (OCT) avendo cura che l' epidermide sia rivolta verso il
basso e l' ipoderma verso l' alto;
- i campioni così
surgelati vengono sezionati su più livelli mediante un criostato al fine di
ottenere un numero sufficiente di sezioni atte a rappresentare i vari livelli
del tegumento in esame
- i vetrini così
ottenuti vengono trattati con una colorazione specifica per gli esami
intraoperatori (una variante della classica Ematossilina-Eosina adattata ai
tempi molto più stretti della diagnosi
estemporanea)
- i vetrini così
allestiti giungono al microscopio dal patologo che segue il decorso del suddetto
intervento e che dà indicazioni al chirurgo per l' eventuale escissione
specifica di altri lembi cutanei. Questi altri eventuali frammenti di
tegumento subiscono lo stesso tragitto diagnostico dei campioni precedentemente
analizzati sino alla completa e radicale escissione della neoplasia.
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IL
LINFONODO SENTINELLA
Come linfonodo sentinella si
definisce il primo linfonodo che drena un determinato distretto del corpo, sede
della neoplasia primitiva, è quindi la prima struttura incontrata da eventuali
cellule metastatiche lungo la via linfatica.
Poiché nella
maggior parte dei casi la diffusione delle cellule maligne sembra seguire una
certa sequenzialità, il linfonodo
sentinella è il primo linfonodo ad essere interessato in caso di
metastatizzazione linfatica. I linfonodi a valle saranno interessati solo
successivamente e quindi l' eventuale negatività del linfonodo sentinella depone
per la negatività dell' intera stazione
linfonodale.
L' esame del linfonodo
sentinella dovrebbe perciò permettere di selezionare i pazienti con
localizzazioni metastatiche linfonodali occulte dai pazienti senza metastasi
linfonodali.
La tecnica si basa sulla
inoculazione o sottocutanea nell' area di proiezione cutanea della neoplasia, o
intratumorale di una sostanza radioattiva e/o di un colorante vitale che poi
migrano attraverso i linfatici verso i linfonodi regionali.
Le modalità e le quantità sia
di tracciante radioattivo che di colorante vitale da utilizzare sono
standardizzate.
Il linfonodo sentinella (o i
linfonodi sentinella, se sono stati reperiti più di un linfonodo),una volta
asportato viene inviato al laboratorio di Anatomia Patologica, a fresco se si
richiede l' esame estemporaneo intraoperatorio o in formalina 10% se si richiede
solo l' esame definitivo.
Macroscopicamente
il linfonodo presenta una colorazione
bluastra.
Nel nostro laboratorio questa
tecnica viene eseguita solo su materiale fissato seguendo due protocolli: uno
per il carcinoma della mammella, l' altro per il melanoma cutaneo.
LINFONODO
SENTINELLA DELLA MAMMELLA
Si localizza nel cavo ascellare
.Nella nostra realtà il linfonodo perviene al laboratorio insieme al quadrante
mammario. Viene fissato in formalina 10% e si eseguono sezioni trasversali di
circa 2 mm
di spessore, se possibile il linfonodo si include tutto in un solo
blocchetto.
E' molto importante preservare
l' integrità della capsula linfonodale nel sezionarlo per vedere il seno
marginale dove si collocano la maggior parte delle micrometastasi.
Al taglio al microtomo vengono
allestite numerose sezioni alcune colorate in ematossilina-eosina ed altre con
reazione immunoistochimica per le pancitocheratine.
Esistono diversi protocolli di
taglio, quello da noi seguito prevede vari livelli ottenuti con uno scarto
di 150 micron tra uno e l' altro fino ad esaurimento del materiale. Ciascun
livello prevede:
2EE
scarto 50 micron
2EE
scarto 50 micron
2IIC (AE1/AE3)
LINFONODO
SENTINELLA DEL MELANOMA
Il linfonodo fissato in
formalina 10% viene tagliato in due metà in corrispondenza dell' ilo, lungo l'
asse maggiore.
Se pervengono più linfonodi si
procede in modo analogo per ciascun linfonodo identificato dalla colorazione
bluastra.
Si include sempre tutto il
linfonodo. Il protocollo di taglio prevede per ciascuna inclusione in paraffina
l' allestimento di 10 sezioni, di cui la prima e la sesta colorate con metodo
immunoistochimico con l' anticorpo anti-proteina S100 e tutte le altre vengono
colorate con ematossilina-eosina.
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DIAGNOSTICA
ISTOENZIMATICA DEI DIFETTI DI INNERVAZIONE AUTONOMA
INTESTINALE
(MORBO
DI HIRSCHSPRUNG)
La diagnosi della malattia di
Hirschsprung (HD) si basa su elementi clinici, strumentali ed istologici. Questi
ultimi comprendono:
- valutazione della
presenza/assenza dei gangli nervosi parasimpatici nel plesso sottomucoso e/o
in quello mioenterico in un tratto di colon di lunghezza varia, da pochi cm
dalla rima anale a tutta l' estensione del colon
- valutazione della morfologia
e grado di maturazione dei gangli
- valutazione della presenza e
distribuzione delle fibre nervose colinergiche
- valutazione della morfologia
e localizzazione del plesso mioenterico.
Salvo casi particolari, tali
valutazioni possono essere eseguite su biopsie per suzione, con minimo
traumatismo per il paziente, senza anestesia ed in regime
ambulatoriale. Questi prelievi, inviati immediatamente dopo l'
esecuzione in appositi contenitori chiusi con all' interno garza imbevuta di
soluzione fisiologica, vengono congelati in ghiaccio secco anidro. Al
momento della processazione, si scongelano, si orientano su supporti da
criostato in modo che le sezioni comprendano mucosa e sottomucosa e si
ricongelano in ghiaccio secco anidro.
La diagnosi certa di HD e
disordini correlati si basa sull' uso di metodiche di istochimica enzimatica, le
quali forniscono indicazioni certe sulla presenza/assenza e tipologia della
lesione. Per questo motivo, si eseguono circa 30 sezioni "a catenella" dello
spessore di 16 mm,
su ogni vetrino. Dopo asciugatura, si applicano le seguenti colorazioni
isto-enzimatiche: ACE (acetil-colinesterasi), LDH (lattico-deidrogenasi), SDH
(succinico-deidrogenasi), NADPH (nitrato ossido-sintetasi) e la colorazione
istochimica Syrius-Red. Si passa quindi alla valutazione microscopica dei
preparati ed alla diagnosi conclusiva.
Nella nostra esperienza, tale
metodica è risultata altamente sensibile e specifica, fornendo indicazioni
importanti per il trattamento successivo del paziente ed attualmente risulta l'
unica in grado di fornire una diagnosi certa sulle patologie da disordini dell'
innervazione autonoma intestinale.
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ESAMI DI DIAGNOSTICA MOLECOLARE
Ricerca Polyomavirus (BKV, JCV
ed SV40) su tessuto, sangue, urine,
liquor
- Estrazione del DNA virale da tessuto, sangue,
liquor
- Amplificazione genica (Multiplex/nPCR) del DNA
virale
- Elettroforesi del prodotto di
PCR
Ricerca Mycobacterium tubercolosis su
tessuti e liquidi (escreato, BAL, urine)
- Estrazione del DNA batterico da tessuto
- Amplificazione genica (nPCR) del DNA
batterico
- Elettroforesi del prodotto di
PCR
Ibridazione in situ su tessuto paraffinato (ISH) e
conseguente tipizzazione
- Ibridazione con sonda molecolare a DNA W-spectrum
(genotipi evidenziati:
6,11,16,18,30,31,33,35,45,51)
- Sui casi positivi: ibridazione con sonde molecolari a DNA
specifiche: 6,11 (basso rischio oncogeno), 16-18 e 31-33 (alto rischio
oncogeno)
Sui casi negativi all' ISH viene
eseguita:
- Estrazione del DNA virale da
tessuto
- Amplificazione genica (PCR) (figura) su DNA
estratto (genotipi evidenziati:
6,11,16,18,31,33,42,43,44,45,51,52,54,56,58)
- Elettroforesi del prodotto di
PCR
FISH (ibridazione in situ fluorescente) su
tessuto paraffinato per determinazioni di alterazione di oncogeni (es. p53, pRB,
c-myc, Her-2), bande allele specifiche (es. oligodendrogliomi), geni
di fusione (cromosoma Filadelfia) per
diagnosi di specifiche neoplasie solide ed
ematologiche.
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DIAGNOSTICA CITOLOGICA
La
diagnostica citologica comprende circa 9000 casi/anno, suddivisi per citologia
esfoliativa (urine, versamenti pleurici, ascitici, pericardici, broncolavaggi,
liquor, pap-test...) e agoaspirativa. Quest' ultima viene effettuata in
parte a mano libera dal personale medico dell' anatomia patologica, in parte
sotto guida ecografia, radioscopica, TAC dall' anatomo patologo, o dal
radiologo. In particolare la citologia agosaspirativa è incrementata del 50%
ed oltre negli ultimi 3 anni.
Il personale
anatomo patologo è anche implicato nello screening di 2° livello del progetto di
prevenzione oncologica dei carcinomi mammari "Progetto donna Serena", eseguendo
personalmente agoaspirazioni ecoguidate.
ATTIVITA' AUTOPTICA
L' attività
autoptica comprende circa 90 riscontri dignostici/anno effettuati dal personale
medico. Parte di questi riscontri viene effettuata ad uso esercitativo per studenti della facoltà di medicina e
per lauree specialistiche.
ATTIVITA' DIDATTICA
L' attività didattica viene svolta sia dal personale docente
universitario (Proff Monga, Valente, Boldorini) sia dal personale medico e non
del Servizio Sanitario Nazionale (Dott. Ramponi, Dott.sse Leutner, Giacalone e
Sig.ra Nicosia). L' attività riguarda vari corsi di laurea triennale (Tecniche
Diagnostiche di Laboratorio Biomedico, Scienze Infermieristiche, Scienze
Infermieristiche Pediatriche, Igienisti dentali, Scienze Ostetriche),
specialistiche (Biotecnologie), di Medicina e Chirurgia, e corsi di
Specializzazione (Neurologia, Otorinolaringoiatria, Chirurgia Generale,
Ostetricia e Ginecologia, Dermatologia, Anatomia Patologica).
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